31 maggio 2009

Fotovoltaico in agricoltura

L'opinione dei maggiori esperti delle energia rinnovabile è un'unanime sulle possibilità del fotovoltaico di attestarsi, nel 2009, come risorsa energetica che sarà impiegata non solo nel residenziale, ma su scala industriale. Quindi, un imprenditore agricolo può installare un impianto fotovoltaico a terra?

Certamente, poiché il decreto del Conto Energia prevede che tra le tipologie di impianti che possono godere degli incentivi vi è "l'impianto NON integrato". I pannelli montati a terra rientrano in questa tipologia, essendo non complanari alla superficie d'appoggio. I pannelli fotovoltaici dovranno essere fissati ad una struttura che andrà ancorata al terreno.

La predisposizione del fondo potrà essere più o meno costosa secondo le problematiche che può presentare il sito di destinazione. E' da scartare l'ipotesi piuttosto onerosa di realizzare una piattaforma in calcestruzzo; eviterebbe la crescita di erbe e arbusti e la loro manutenzione, ma si tratta di un'opera imponente e costosa.

Un'alternativa più valida è quella di realizzare dei plinti interrati dove la struttura andrà fissata e il terreno andrà compattato.

Per la posa di un impianto a terra sono necessari 20 mq per ogni kWp, per evitare che i pannelli si ombreggino tra loro se troppo vicini.

Il nuovo decreto del Conto Energia stabilisce che gli impianti fotovoltaici installati a terra possano essere realizzati anche in zone agricole, senza necessità di effettuare la variazione di destinazione d'uso del sito.

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29 maggio 2009

Prospettive di sviluppo dell'energia fotovoltaica rinnovabile

L'analisi operata dal GSE (Gestore Servizi Elettrici) sulle prospettive di sviluppo delle energie rinnovabili, evidenzia uno scenario di crescita con interessanti opportunità di guadagno. In Italia il Conto Energia funge da traino e da sostegno per i prossimi anni e farà registrare significativi tassi di crescita, soprattutto se lo stato cercherà di semplificare gli iter burocratici e di autorizzazione.

L'industria nazionale potrà cogliere le opportunità derivanti dall'incremento di richiesta di energia rinnovabile, convertendo le esperienze già acquisite in altri settori, come quello meccanico, elettronico, elettrotecnico... per poter realizzare qui in Italia i componenti degli impianti, senza rivolgersi esclusivamente all'estero. La domanda è destinata a salire e l'Italia non deve perdere questa opportunità.

E' dunque in atto una sfida tecnologica e concorrenziale con i produttori internazionali, le aziende italiane devono mostrare la loro capacità di trattenere il valore degli investimenti in Italia e di favorire al massimo l'occupazione nazionale.
L'esperienza della Germania, leader europeo nell'industria delle rinnovabili, mostra come sia possibile avere successo investendo nello sviluppo delle tecnologie, offrendo opportunità e occupazione, che sono ancora in crescita!

Gli investimenti mondiali in energie rinnovabili sono più che raddoppiati nel triennio 2005-2007, arrivando a circa 160 miliardi di dollari nel 2007. La suddivisione degli investimenti per comparto mette in luce il grande successo delle tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica e in particolare del solare che ha aumentato di oltre dodici volte il propprio valore nell'arco del triennio.
L'offerta delle celle e dei moduli fotovoltaici si concentra oggi nelle mani di pochi produttori con i primi cinque (Sharp, Q-cell, Kyocera, Suntech e Sanyo) che detengono oltre il 50% della quota del mercato mondiale.

Quasi tutti i principali produttori di energia solare hanno programmato di estendere la produzione al film sottile, che offre grande resa e flessibilità per l'integrazione architettonica.
In Italia si è registra un'accelerazione della crescita delle installazioni di impianti solari fotovoltaici a partire dal 2007, in seguito soprattutto all'attivazione del nuovo Conto Energia introdotto dal DM 19-02-07.
Il GSE stima che la potenza totale installata raggiungerà i 900 MW nel 2009, pari a circa 70.000 nuovi impianti fotovoltaici realizzati entro l'anno. In base a tali tendenze di crescita, nel 2010 potranno essere raggiunti in Italia circa 1.500 MW di potenza.
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28 maggio 2009

Fotovoltaico per il condominio, è possibile?

Anche un condominio ha la possibilità di installare un impianto fotovoltaico. Si possono seguire due differenti percorsi: o un singolo inquilino decide di costruire un proprio allestimento nelle parti comuni, o vi provvede unanimemente la totalità dei condomini. In entrambi i casi è necessaria l'autorizzazione dell'Assemblea.

E' importante sottolineare che, oltre al risparmio sulla bolletta elettrica, il nuovo sistema offre una considerevole opportunità di guadagno. Infatti un impianto di circa 50KW produce un guadagno medio di 3000/3500 euro al mese: questo budget una volta superato il periodo di ammortamento della spesa iniziale, potrà essere utilizzato per ridurre ulteriori costi di gestione del condominio oppure suddiviso tra i condomini.

Per l'installazione di un impianto fotovoltaico condominiale è necessario che vi sia lo spazio necessario per l'installazione e l'esposizione più soleggiata. Il tetto piatto in un condominio di grande altezza è l'ideale perché evita l'ingente spesa di mettere in sicurezza il tetto per eseguire l'installazione.

La dimensione di un impianto fotovoltaico condominiale è di solito di 20 kWh, questo basta a soddisfare i bisogni di energia condivisa per circa 20/60 nuclei famigliari.
Tuttavia, verificato il budget disponibile, la grandezza dell'aerea e i consumi, si può stabilire la giusta taglia dell'impianto.

Comunque a titoli di esempio: un impianto da 20 kWh, superficie 160 mq, riesce a produrre mediamente 28.000 KWh l'anno, che in 20 anni rendono circa € 320.000 di incentivo dal Conto Energia.

Per accedere al conto energia è necessario, entro sessanta giorni dall'entrata in funzione dell'impianto, inviare al gestore della rete i seguenti documenti:

Documentazione di conformità dell'impianto alle norme CEI
Scheda tecnica dell'impianto
Certificazione di collaudo
Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà autenticata

Vuoi saper se è fattibile installare un impianto sul tuo condominio? Chiedi un preventivo gratuito qui.

27 maggio 2009

Integrazione architettonica PARZIALE dell'impianto fotovoltaico

Per integrazione architettonica parziale si intende che i moduli fotovoltaici non andranno a sostituire i materiali di costruzione di un edificio, ma verranno fissati agli stessi.
Nello specifico i moduli fotovoltaici parzialmente integrati sono installati su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse.

E' indispensabile che, nel suo inserimento il fotovoltaico non sminuisca le caratteristiche estetiche e la funzionalità dell'edificio, in particolare per quello che riguarda l'efficienza energetica.

Per questo è necessario che lo spessore del pannello e dei supporti che lo fissano sia ridotto al minimo e che non sporga dalla falda del tetto.
Vuoi avere maggiori informazioni sull'incentivo statale concesso agli impianti fotovoltaici parzialmente integrati?
Allora fai click qui.

26 maggio 2009

Integrazione architettonica TOTALE dell'impianto fotovoltaico

Il GSE ha pubblicato una guida sull'integrazione architettonica degli impianti fotovoltaici. Con questa iniziativa l'ente statale intende sottolineare che, per ottenere il premio per l'integrazione architettonica, l'impianto deve presentare caratteristiche sostanzialmente diverse dagli impianti a terra, remunerati con apposita tariffa. A tal fine ha ritenuto opportuno caratterizzare alcune tipologie e manufatti architettonici, nonché fornire indicazioni circa le modalità di integrazione dei moduli necessarie per il riconoscimento dell'integrazione architettonica dell'installazione.

Per godere della tariffa incentivante di un impianto fotovoltaico TOTALMENTE integrato, questo deve: sostituire dei materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati aventi la medesima inclinazione e funzionalità architettonica della superficie rivestita.
Sono ammessi alla tariffa incentivante per integrazione architettonica totale anche i casi in cui:

A) I moduli coprano una porzione del tetto.
B)I moduli coprano la totale superficie del tetto.
C) Siano state realizzate delle soluzioni progettuali industrializzabili per nuovi componenti edilizi fotovoltaici per le coperture civili, industriali o commerciali.

Una corretta integrazione architettonica di un impianto fotovoltaico, riesce a far coincidere la capacità del fotovoltaico di produrre energia elettrica con la qualità estetica dello spazio architettonico che lo ospita.
Integrare totalmente il fotovoltaico nell'architettura significa riuscire ad equilibrare gli aspetti tecnici ed estetici dei componenti della tecnologia fotovoltaica sulla struttura dell'edificio.

Le caratteristiche estetiche del modulo fotovoltaico - forma, dimensione, colore, eventuale trasparenza – possono diventare elementi di caratterizzazione dello spazio architettonico. Il fotovoltaico viene interpretato e utilizzato come vero materiale edilizio e diventa parte fondamentale della costruzione. Sostituisce un materiale da costruzione convenzionale, diventando un componente attivo della struttura edilizia in grado di contribuire positivamente alla performance energetica degli edifici.
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25 maggio 2009

Impianto Fotovoltaico Condominiale

E' possibile installare un impianto fotovoltaico su un condominio o un palazzo.
L'impianto potrà fornire energia gratuita per le parti comuni. Per realizzarlo si deve avere l'approvazione dell'assemblea condominiale. Raggiunto l'accordo con tutti i condomini, l'impianto sarà di proprietà di tutti e tutti ne trarranno i benefici stabiliti dalle tariffe incentivanti del Conto Energia.

Nel caso in cui invece solo un condomino voglia installare un impianto fotovoltaico, dovrà fare richiesta in assemblea condominiale per richiedere l'autorizzazione degli altri inquilini. Ottenuto il consenso generale, potrà installare l'impianto a sue spese sulla falda comune del tetto, ne consegue che anche i benefici, risparmio sulla bolletta e ricavo dagli incentivi, saranno completamente suoi.

Per saperne di più scarica la guida gratuita sul fotovoltaico da qui.



22 maggio 2009

Fotovoltaico - SCAMBIO SUL POSTO

Il servizio di scambio sul posto consente al cliente di utilizzare i servizi di rete per immagazzinare l'energia elettrica immessa quando non ci sono necessità di consumo e di riprelevarla dalla rete quando gli serve. 

Lo scambio sul posto comporta, di non acquistare energia di rete nella misura di quanto viene prodotto dall'impianto fotovoltaico. 
La nuova finanziaria 2008 ha portato il limite fino al valore di 200 kWp. Si precisa che lo scambio sul posto e la vendita di energia sono delle modalità tra loro alternative e non cumulabili l'una con l'altra. 

Le tariffe incentivanti non sono applicabili all'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano stati concessi incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell'investimento da sostenere per la costruzione dell'impianto stesso.

Con lo scambio sul posto, l'impianto fotovoltaico lavora in regime di interscambio con la rete elettrica locale.

Rispetto alla precedente delibera, in cui effettivamente si poteva usare la propria energia immessa in momenti diversi della giornata, adesso è possibile immettere solo quello che non si consuma istantaneamente e quello che si immette va al GSE. L'energia di cui si ha bisogno viene invece acquistata dal Gestore pagando una normale bolletta.

Non si scambia più l'energia ma si immette e, per quanto immesso, si riceve un contributo in conto scambio. Contemporaneamente si acquista l'energia dal Gestore.Il rimborso del GSE è pari al valore minimo tra il valore attribuito all'energia immessa e quello pagato al gestore per l'acquisto dell'energia. Al termine di ciascun anno si effettua il conguaglio facendo la differenza tra le immissioni e i prelievi di energia dalla rete.

Se il saldo è negativo verrà addebitato in bolletta 

Se il saldo è positivo il credito di energia resterà valido per sempre.

Questa soluzione è particolarmente vantaggiosa se l'impianto è dimensionato in modo tale da produrre un quantitativo di energia elettrica minore o uguale all'energia elettrica consumata.  Per maggiori informazioni fai click qui.


17 maggio 2009

Perché conviene investire nell'energia solare con un impianto fotovoltaico

Il sole è una fonte esterna inesauribile, distribuita in maniera più equa rispetto ad altre fonti energetiche ed è molto superiore al fabbisogno energetico mondiale.
Un impianto fotovoltaico non è in alcun modo inquinante, fa risparmiare combustibili fossili, che invece sono molto inquinanti, contribuisce così ad una minore emissione di CO2 nell'atmosfera.

E' estremamente affidabile, poiché non esistono parti in movimento, ed ha una lunga vita, stimata in diversi decenni,  con minimi costi di manutenzione.
Dato che l'energia prodotta da un impianto fotovoltaico viene per lo più consumata sul posto, vengono evitate dispersioni da trasporto, che avvengono invece per le centrali tradizionali.

L'energia prodotta dall'impianto , viene consumata nelle ore del giorno in cui c'è la maggior richiesta in rete, permettendo in questo modo una riduzione della domanda alla rete pubblica.
Vista la crescente domanda di energia dei sistemi di condizionamento degli edifici, il fotovoltaico contribuisce a livellare i picchi della curva di domanda di energia.
Nonostante il costo elevato di un impianto fotovoltaico, se preventivato in anticipo sulle nuove costruzioni, diminuisce il costo globale dell'edificio poiché i moduli fotovoltaici possono sostituire elementi costruttivi, come tegole, vetri, facciate.

Infine, l'incentivo statale del Conto Energia di 20 anni e l'energia consumata gratuitamente sul posto, trasformano il fotovoltaico in un investimento che produrrà reddito.

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Ristrutturare pensando alla possibilità di installare un impianto fotovoltaico

La ristrutturazione di un edificio può essere un'occasione per installare un impianto fotovoltaico, che avrà una doppia valenza: costruttiva e produttiva.
Potrà essere uno strato impermeabilizzante, un frangisole e, se posto verticalmente, la copertura protettiva di una parete.

I tempi di installazione sono molto brevi. Per esempio un impianto di 3-4 kWp per un nucleo faligliare può essere montato in una sola giornata.
Il calcolo della dimensione dell'impianto deve essere affidato ad un esperto per una attenta valutazione. Il tecnico deciderà anche la fattibilità del progetto durante un sopralluogo, verificando i seguenti requisiti:

La disponibilità dello spazio necessario.
La corretta esposizione a sud e l'inclinazione della superficie.
L'assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento.

Il vantaggio di poter pianificare l'installazione di un impianto fotovoltaico, durante una ristrutturazione consiste nel poter usufruire del maggior incentivo statale concesso dal Conto Energia. Infatti l'incentivo più alto è destinato agli edifici con impianti fotovoltaici totalmente integrati. Se inoltre l'impianto integrato sostituisce una copertura in eternit o materiali contenenti amianto, gode di un ulteriore incremento della tariffa incentivante del 5%.

Con la legge finanziaria è stato previsto uno sgravio fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica dell'edilizia esistente, mentre con il decreto 311/2006 sono stati proposti degli ambiziosi obiettivi  di riduzione dei consumi nelle nuove costruzioni con l'introduzione dell'obbligo di utilizzo della tecnologie solari.

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Quanta energia produce un impianto fotovoltaico

L'energia prodotta da un impianto varia secondo i materiali con cui è prodotto, la latitudine della zona d'installazione, l'orientamento, l'inclinazione oltre, ovviamente, alle condizioni atmosferiche e stagionali.
Ad esempio un metro quadrato di modulo fotovoltaico nell'Italia settentrionale produce 135 kWh all'anno, se realizzato con silicio monocristallino, 110 kWh con silicio policristallino e 70 kWh con silicio amorfo.

Per avere la massima resa dei materiali è necessario studiare l'irraggiamento solare della zona per predisporre l'inclinazione e l'esposizione più opportune. E' fondamentale che non vi siano piante o edifici che creino ombra sull'impianto, compromettendo così la sua resa.
La potenza di un impianto fotovoltaico viene espressa in kWp (chilowatt picco), cioè nella potenza massima che l'impianto può produrre nelle condizioni standard di insolazione.

In Sardegna e in Sicilia gli impianti hanno la loro resa maggiore che diminuisce di circa il 10 % nel sud-Italia, del 15% nel centro-Italia e  del 20% nel nord-Italia. Nonostante queste statistiche facciano supporre che il maggior numero di impianti sia ubicato al sud, i dati rivelati indicano che la Lombardia è la regione d'Italia con il maggior numero di kWh installati.
Questo mostra che anche al nord un impianto fotovoltaico, è produttivo oltre che conveniente.

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la tecnologia fotovoltaica: materiali

I pannelli fotovoltaici sono composti da materiali a base di silicio che hanno la proprietà di convertire l'energia del sole in energia elettrica.
La cella fotovoltaica è l'elemento fondamentale del pannello fotovoltaico, composto appunto da diverse celle.
Secondo la potenza desiderata vengono collegati fra loro un certo numero di pannelli fino a formare l'impianto. Tra i materiali vi sono tre principali categorie:

Il silicio cristallino è il più diffuso per il suo alto rendimento, anche se penalizzato dal costo elevato.
Esso è suddiviso nel silicio monocristallino, più costoso ma di maggior resa e il silicio policristallino, più economico, ma meno efficiente anche se però funziona bene anche con le giornate di cielo coperto.

Il silicio amorfo è nuovo ed è di recente commercializzazione. La sua resa è inferiore a quella del silicio cristallino ed è anche meno stabile, tuttavia grazie alla sua flessibilità si presta ottimamente nell'integrazione architettonica ed ha una buona resa con la luce diffusa delle giornate senza sole.

Il film sottile è una nuova tecnologia che sembra rappresentare il futuro per l'alta resa, la stabilità e i costi contenuti. L'unico neo del film sottile è il contenuto di materiali inquinanti ma data la sua flessibilità può essere utilizzato su una grande varietà di supporti qualificandosi come una promettente risorsa per l'integrazione. 

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11 maggio 2009

Solarexpo edizione 2009

Dal 7 al 9 maggio 2009 si è tenuta a Verona la fiera SOLAREXPO, mostra e convegno internazionale sulle energie rinnovabili. Un importante appuntamento arricchito da numerosi seminari di approfondimento.

Tra questi da segnare: Poligen, cogenerazione diffusa e trigenerazione, rassegna di progetti esemplari nel terziario e nell'industria.
Fotovoltaico e Conto Energia, soluzioni impiantistiche e opportunità per affrontare la crisi.
Il marchio 100% energia verde: una garanzia super partes per l'elettricità rinnovabile in Italia. La certificazione dell'elettricità rinnovabile nel mercato italiano, un valore per le aziende.
Inoltre, coordinato dallo stesso GSE (il Gestore dei Servizi Elettrici), dal AEEG (l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas) e dallo SME (il Gestore del Mercato Elettrico), un imperdibile convegno sulle novità del decreto del 18 dicembre 2008 per la generazione distribuita da rinnovabili: certificati verdi e incentivo in conto energia con tariffa onnicomprensiva.

Dalla manifestazione emerge un interessante quadro di sviluppi e opportunità. Negli ultimi due anni, con l'applicazione degli incentivi fiscali per gli interventi di efficienza energetica, sono nate nuove imprese che hanno dato nuova occupazione, più risparmio energetico, meno inquinamento e meno abusivismo.

Gli incentivi statali hanno generato un volume di miliardi di investimenti in ristrutturazioni, isolamento di edifici, installazione di pannelli fotovoltaici, di caldaie a condensazione. Il bonus per incentivare il risparmio energetico costituisce uno strumento contro l'inquinamento da CO2, infatti il 12,2% delle emissioni in atmosfera provengono dal riscaldamento delle abitazioni.

Cosa sarebbe successo se non ci fossero stati gli incentivi statali?
Non ci sarebbero stati i numerosi interventi di riqualificazione edilizia con una perdita di posti di lavoro e di opportunità per le aziende.
In sintesi: gli incentivi servono a risollevare dalla crisi, offrendo interessanti occasioni di lavoro e contribuiscono a diminuire l'inquinamento. 
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